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Articoli Scientifici

Inauguriamo questa sezione del BLOG ARTOI per ospitare articoli scientifici dei nostri soci o di altri autorevoli esponenti delle terapie integrate in oncologia.

Vitamina B 17 (AMIGDALINA) e semi di albicocca

Pubblichiamo questo articolo sui semi di albicocca e tumore del dott. Rolando Alessio Bolognino

La molecola in questione è stata molto discussa, anche a livello internazionale, per la sua “potenzialità attività antineoplastica” tanto che in Messico ci sono strutture sanitarie che trattano pazienti con questo farmaco. Non solo ma gli studi preclinici effettuati presso il Memorial Sloan Kattering Cancer Centre di New York dal Prof. Sugiura negli anni ’70 avrebbero dimostrato una importante valenza antitumorale.

Purtroppo gli studi clinici che sono seguiti a quelli preclinici non hanno dimostrato questa valenza, tanto che anche negli Stati Uniti è vietato l’uso di questi prodotti, soprattutto per l’alto rischio di tossicità epatica e renale. In Germania sempre negli anni ’70-80, sono stati usati prodotti fitoterapici a base di Vit. B17 sia in forma liquida che iniettiva. Il “Mandelomitril” era il prodotto che veniva venduto in Farmacia.

Era sotto forma liquida che di fiale intramuscolo. Era a base di mandelonitrili, estratti da semi di albicocca, a cui era stato “legato” una molecola di urea che rendeva “meno tossica” la eventuale presenza di acido cianidrico che si veniva a sviluppare all’interno della cellula neoplastica.

Ma anche in questo caso in Germania sono avvenuti casi di intossicazione acuta da cianuro tanto che è stato vietato l’uso di questo prodotto.

Questo non ha scoraggiato però la messa in commercio e la vendita di semi di albicocca.

Il commento ed il consiglio che possiamo fare a questo riguardo è di non assumere questi semi senza il controllo ed il confronto con medici specialisti per la materia. La possibile interferenza con chemioterapici esiste e soprattutto esiste la possibilità, non tanto remota, di intossicazione da cianuro se si usano quantità eccessive di questi semi.

30 aprile 2016

Dr. Massimo Bonucci
Spec. Oncologia medica
Spec. Anatomia Patologica

PRESIDENTE A.R.T.O.I.

Semi di albicocca e tumore: l’attenzione ai limiti arriva dall’EFSA

Dr. Rolando Alessio Bolognino

Da molti decenni i semi di albicocca vengono utilizzati nelle terapie complementari nella lotta contro il tumore. Le proprietà anticancro dei semi di albicocca sono dovute al contenuto di vitamina B17, anche conosciuta come amigdalina o nitriloside, che esprime la propria azione contro la cellula tumorale sprigionando cianuro.

L’amigdalina, C20H27NO11, D(-)-mandelonitrile-β-D-gentiobioside, è il più importante dei glucosidi cianogenetici, cioè capace di liberare cianuro, inizialmente isolato dai semi dell’albero Prunus dulcis, (denominate anche mandorle amare) e contenuta nei semi di diverse Rosacee e specialmente in gran quantità nelle mandorle amare, in ragione del 2,5-3,5% (quelle dolci ne contengono solo tracce), nei noccioli di pesco (2-3%), albicocco (1%), susino (0,9%), ciliegio (0,8%), melo (0,6%), lauroceraso ecc…

Anche se conosciuta ed utilizzata da più di 2000 anni in Cina e Persia in occidente primi studi scientifici sono stati eseguiti intorno agli anni 1830 dai chimici francesi H.E. Robiquet e A.F. Boutròn Charlard, che isolarono per la prima volta l’amigdalina purificandola in cristalli. Pochi anni dopo gli scienziati Von Liebig e Woehier, scoprirono che la vitamina B17 poteva essere scomposta da uno specifico enzima in ioni-Cianuro, Benzaldeide e Glucosio.

Intorno al 1850 venne descritto il primo caso di terapia metabolica con vitamina B17 per la cura del cancro, ad opera del medico russo Dr. Th. Inosmetzeff. La terapia era stata eseguita su un malato oncologico ventenne e la terapia era consistita in 46 grammi di Amigdalina somministrata per 3 mesi; il grande medico russo aveva curato anche una donna di 48 anni, con estese metastasi da cancro ovarico, e questa donna, nel 1845, risultava essere ancora viva dopo ben 11 anni dalla terapia metabolica con Amigdalina. Non venne dichiarata nessuna reazione di tossicità.

Il secolo successivo, intorno agli anni 1950, il biochimico statunitense dr. Ernst Krebs jr, (che già intorno al 1940 aveva studiato la vitamina B15 o acido Pangamico) riprese gli studi sull’amigdalina,
(vit. B17) intrapresi da suo padre Ernst T. Krebs Sr., all’inizio degli anni ’30 nella cura sul tumore.

Dopo averla fatta bollire, evaporare in alcool, e decantare in piccoli cristalli bianchi, la battezzò come Laetrile, acronimo della parola “LAEvomandeloniTRILE-glucoside (equivalente all’Amigdalina naturalmente contenuta nei semini amari della frutta, con l’unica differenza di una molecola in meno di glucosio).

Krebs scoprì che il composto reagisce all’enzima Beta-glucosidasi. Affermò che quest’ultimo è caratteristico di molti tumori, ed è praticamente assente nelle cellule sane; in tale reazione, l’enzima scinde l’innocua vitamina B17 in due potenti veleni:”ioni-Cianuro”e “Benzaldeide”.

Secondo la teoria del dr. Krebs la vitamina B17 in presenza di cellule malate, agirebbe sprigionando cianuro, in grado di distruggerle inducendo una simil-apoptosi. Viceversa, le cellule sane contengono un altro enzima, la Rodanese, il quale è presente nelle cellule in quantità inversamente proporzionale alla Beta-glucosidasi; se la B17 entra in contatto con le cellule sane, la Rodanese neutralizza gli ioni-Cianuro e ossida la Benzaldeide.

I due prodotti di derivazione così ottenuti, il Tiocianato e l’acido benzoico, sono invece addirittura benefici per il nutrimento delle cellule sane; l’eventuale eccesso di tali prodotti secondari viene eliminato per via urinaria.

Intorno agli anni 1960 il Prof Marco Tasca, Primario del Reparto Radiologico dell’Ospedale Civile di Sanremo, sottopose ventuno pazienti italiani terminali (3 seminomi, 4 tumori della mammella, 1 all’utero, 2 alla laringe, 7 al polmone, 1 all’ esofago, 2 allo stomaco, 1 linfoma di Hodgkin) a terapia con Laetrile, mediante iniezioni intramuscolari, riscontrando buona tolleranza al farmaco, miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti per tutto il periodo di cura, e con ripresa della patologia neoplastica soltanto dopo un mese, in media, dalla definitiva sospensione della terapia.
Tuttavia il rischio di tossicità negli anni ’70 venne rivalutato ed attualmente è vietata per legge tale procedura terapeutica ospedaliera per danni alla catena respiratoria mitocondriale da cui può esitare in insufficienza respiratoria e morte nei soggetti più fragili.

Tuttavia, ad ondate, i consigli di utilizzo dei semi di albicocca nelle cure complementari o alternative al cancro tornano a farsi sentire con forza ed oggi è possibile acquistare ed autosomministrarsi alte dosi di vitamina B17, prendendo i semi e la posologia su un qualsiasi sito internet.

L’EFSA, ente europeo per la sicurezza alimentare, ha diramato una nota a seguito di studi portati a termine dai propri esperti scientifici : “Gli studi evidenziano che un quantitativo compreso tra 0,5 e 3,5 milligrammi (mg) di cianuro per kg di peso corporeo può essere letale. Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui contaminanti nella catena alimentare ha stabilito un limite di sicurezza per l’esposizione occasionale (nota come “dose acuta di riferimento” o “DAR”) di 20 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo. Ovvero 25 volte meno della più bassa dose considerata letale. Sulla base di tali limiti e dei quantitativi di amigdalina normalmente presenti nei semi di albicocca crudi, gli esperti dell’EFSA stimano che gli adulti possano consumare un quantitativo pari a tre semi piccoli di albicocca (370 mg), senza superare la DAR. Per i bambini piccoli il quantitativo sarebbe 60 mg, equivalente a circa mezzo seme piccolo. L’avvelenamento da cianuro può causare nausea,
febbre, mal di testa, insonnia, sete, letargia, nervosismo, dolori di vario genere ad articolazioni e muscoli, oltre a caduta della pressione arteriosa. In casi estremi può essere fatale”.

Questo non deve però far prendere le distanze dal consumo delle albicocche, frutto estivo ricco di acqua (85%), sostanze nutritive e di vitamine, soprattutto carotenoidi, vitamina A e C, che lo rendono un potente antiossidante naturale, proteggendo dall’inquinamento atmosferico e potenziando le difese immunitarie.

Il suo consumo stimola la produzione di melanina (favorisce l’abbronzatura e protegge la pelle dai raggi solari) e migliora la capacità visiva e rinforza le ossa e identi.

E’ alta la presenza di minerali come potassio, fosforo, sodio, ferro e calcio.

Nella polpa si trova anche la presenza di sorbitolo, utile nel rimedio contro la stipsi.

Tre albicocche contengono 3 grammi di fibra, pari al 12% del fabbisogno giornaliero e circa 50 calorie in totale. Le albicocche sono inoltre alimenti ad alto contenuto di fibre, utili per dimagrire e tenere sotto controllo l’iperglicemia.

 

Bibliografia
– Eisele JW, Reay DT. Deaths related to coffee enemas. JAMA 1980; 244: 1608-9.
– Murch S, Krishnaraj S, Saxena PK. Phytopharmaceuticals: problems, limitations, and solutions. Sci Rev Altern Med 2000; 4:33.
– Ernst T. Krebs Jr., The Nitrilosides (Vitamin B-17)-Their Nature, Occurence and Metabolic Significance (Antineoplastic Vitamin B-17), Reprinted from the Journal of Applied Nutrition, Volume 22, Numbers 3 and 4, 1970
– Special Report on Laetrile: The NCI Laetrile Review — Results of the National Cancer Institute’s Retrospective Laetrile Analysis, N Engl J Med 1978; 299:549-552September 7, 1978DOI: 10.1056/NEJM197809072991013
– Laetrile treatment for cancer, Cochrane Database Syst Rev. 2011 Nov 9;(11):CD005476. doi: 10.1002/14651858.CD005476.pub3.
– Laetrile: A lesson in cancer quackery, su Cancer Journal of Clinicians-American Cancer Society, Volume 31, Issue 2, pages 91–95, March/April 1981, DOI: 10.3322/canjclin.31.2.91/ <<In 1920s, working in ahome laboratory to find a method for improving the taste of bootleg whiskey, an obscure San Francisco general practitioner, Dr Ernst Krebs, suggested that an extract of apricot seeds reduced rodent tumors. Dr Krebs warned that the material, which in 1936 apppeared to be
predominatly the common chemical amygdalin, was too umpredictable and too dangerous for general human use.
http://dietagrupposanguigno.it/vitamina-b17-semi-albicocca-previene-cura-cancro/
– Moertel CG, Fleming TR, Rubin J, A clinical trial of amygdalin (Laetrile) in the treatment of human
cancer, in N. Engl. J. Med., vol. 306, nº 4, gennaio 1982, pp. 201–6, DOI:10.1007/s00520-006-0168-
9, PMID 7033783.
– Fishman, W.H., and A.J. Anlyan – “A Comparison of the I3-Glucuronidase Activity of Normal,
– Tumor, and Lymph Node Tissues of Surgical Patients”, Science,106: 66-67 (1947).
– Morrone J.: Chemotherapy of inoperable Cancer. Preliminary report of 10 cases trated with Laetrile,
Exp. Med. Surg., 20, pp.: 299-308, 1962
https://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/4424
http://www.alimentipedia.it/albicocca.html
– Tabella INRAN

A Randomized Study on Postrelapse Disease-Free Survival

Pubblichiamo questo articolo scientifico in inglese dal titolo: “A Randomized Study on Postrelapse
Disease-Free Survival with Adjuvant Mistletoe versus Oral Etoposide in Osteosarcoma Patients”

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Studio pilota sulla Polidatina

Rilanciamo questo studio sulla Polidatina a cura di ricercatori italiano, pubblicato dall’ International Journal of experimental and Clinical Pathophysiology and Drug Research

(in inglese)

SCARICA IL DOCUMENTO

La Psiconcologia come aiuto al disagio personale nei pazienti oncologici

Pubblichiamo due articoli della Dott.ssa Liuva  Capezzani (e altri)
Dipartimento di Psichiatria e Area di Supporto alla Persona, Regina Elena con un’introduzione a cura del Prof. Massimo Bonucci:

La psiconcologia ha privilegiato tra le sue aree di interesse da una parte l’indagine dei fattori di rischio psicoemotivi nell’esordio e decorso del cancro, approcciando così sia in senso psicosomatico che somatopsichico alla prevenzione primaria e secondaria del cancro, e dall’altra lo studio di modelli psicoterapici elegibili in setting istituzionali e privati.

I due lavori sollecitano nella rete sociale e sanitaria della persona affetta da cancro un apprendimento discriminativo delle variabili del distress generale e di quelle del disturbo post-traumatico da stress, dando priorità nelle fasi inziali diagnostiche a trattamenti elettivi per il PTSD.

Ciò favorirebbe una minore quantità di stress e un minor numero di eventi di vita avversi traumatici (diagnosi, effetti dei trattamenti chirurgici chemioterapici) che andrebbero a pesare in senso cumulativo a distanza di tempo, oltre le fasi stesse di follow-up medico, sul vissuto psicologico deelle persone con una storia di cancro.

Fattori di rischio psicoemotivi nell’esordio e decorso del cancro

SCARICA IL PRIMO ARTICOLO

Il primo articolo di Capezzani (2013) descrive lo stato dell’arte degli studi finora pubblicati circa le evidenze sulle correlazioni tra fattori di rischio psicoemotivi ed esordio ed evoluzione del cancro. La soppressione delle emozioni, alti livelli di ansia cronica, modalità di adattamento controllanti, senso di impotenza appresa, disperazione e negazione sono indicati come i fattori che più di altri possono contribuire al distress emotivo prima e dopo la diagnosi di cancro. Molto più interessanti gli esiti dello studio longitudinale di Gloden-Kreurz (2005) secondo cui il numero di eventi di vita stressanti precedenti la malattia sono un predittore della qualità di vita e quindi del distress psicofisico dei pazienti a 12 mesi dalla fine dei controlli di follow-up, quindi del distress postumo al cancro e non al suo esordio; invece alti livelli di stress traumatico in fase diagnostica e di trattamento correlavano negativamente con la qualità di vita psicologica durante il ricovero iniziale ed i trattamenti adiuvanti.

Questi dati sostengono modelli di distress diversi nei pazienti oncologici e suggeriscono procedure taerapeutiche specifiche per essi. Quando quindi nel gergo comune di pazienti ed operatori sanitari si usa parlare di stress del paziente, si dovrebbe poter anche far riferimento ad un vissuto traumatico meglio specificato nella diagnosi di PTSD (Disturbo Post-traumatico da Stress) secondo il DSM-IV e che secondo la letteratura (Faretta, 2014) ottiene i migliori risultati con la Terapia Cognitivo Comportamentale e l’EMDR (Eye Movement Desensization Reprocessing, -Shapiro, 1995)

EMDR e CBT per pazienti oncologici: studio degli effetti su PTSD, ansia e depressione

SCARICA IL SECONDO ARTICOLO

Il secondo articolo di Capezzani et al. (2013) confronta in uno studio pilota su pazienti oncologici con diagnosi di PTSD, gli effetti della Terapia Cognitivo Comportamentale vs. quella dell’EMDR su variabili del distress psicofisico (ansia, depressione, disregolazione psicofioslogica) e del PTSD quando usate in fase di follow-up medico, e gli effetti dell’EMDR in fase di terapie attive vs. la fase di follow-up medico sulle stesse variabili. I dati mostrano che solo l’EMDR e non la Terapia Cognitivo Comportamentale consente in sole 8 sedute di superare la diagnosi di PTSD in tutte le fasi, sia quella delle terapie attive che del follow-up medico: miglioramenti significativi si hanno nei sintomi intrusivi del PTSD. Invece, entrambe i due tipi di approcci psicoterapici hanno effetti significativi nel miglioramento del distress generale (ansia, depressione, disregolazione psicofioslogica).

Oncologia Integrata: Ricerca Scientifica a supporto dei pazienti: Utile, Possibile, valida.

Integrative Oncology: Scientific Research in Support of Patients: Useful, Possible, Valid.

Ricerca Scientifica a cura del Prof. Massimo Bonucci.

 

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Fondamenti teorico scientifici sul basso dosaggio in oncologia

Riportiamo questa pubblicazione in PDF di Fioranelli M, Bianchi M, Roccia MG, apparsa sull’Interdisciplinary Journal of Microinflammation

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La Polidatina come citocida nelle cellule neoplastiche del colon

Riceviamo da parte del Prof. Ravagnan – Univ. di Venezia Ca Foscari – nonchè membro del Comitato scientifico di ARTOI  e volentieri pubblichiamo questo contributo scientifico.

Da molto tempo sono riportati studi sulla validità del Resveratrolo come attività anti-ossidante. Alcuni studi però mettono in risalto la difficoltà di conoscere i meccanismi intrinseci della azione. In questo lavoro veramente importante si mette in evidenza come una molecola naturale come la Polidatina, precursore del Resveratrolo, dia risposta sul meccanismo d’azione e della sua valenza come citocida ovvero attività antiapoptotica nelle cellule neoplastiche del colon.

LEGGI L’ARTICOLO

Ginseng (Dammarane Sapogenina)

DAMMARANE SAPOGENINA

La ricerca medica ha stabilito che le attività farmacologiche principali di piante Araliaceous derivano
dal loro contenuto di saponine. Ulteriori ricerche hanno confermato che le sapogenine, i metaboliti delle saponine, sono una classe di composti che sono direttamente responsabili di tali attività farmacologiche. Questi composti sono denominati “Dammarane sapogenine”.

Dammarane Sapogenine sono estratti altamente concentrati di ginseng, sviluppati per essere un potente chemioterapico naturale contro le cellule tumorali. E ‘in fase di studio in Canada, Stati Uniti ed in Cina. Continua a leggere

Alimenti OGM

Conosciamo la nutrizione: alimenti OGM

alimenti OGMIl Congresso organizzato dal collega Dr. Paoluzzi dell’Ordine dei medici di Terni, nonché socio ARTOI, con il titolo Il ruolo della fitoterapia e delle medicine integrate in Oncologia: limiti e possibilità di impiego è stato un evento per me importante perché ha portato alla ribalta un tema che non sempre nei congressi di Oncologia viene approfondito: l’alimentazione biologicamente corretta e gli alimenti transgenici (OGM).

Quando si parla di “alimentazione” si pensa ai suoi valori nutrizionali: alle implicazioni delle proteine animali o vegetali, dei carboidrati, dei grassi sulla crescita e proliferazione cellulare o alla deriva infiammatoria che irrimediabilmente può portare un alimento. Continua a leggere

Ricerca italiana sulla Polidatina

Pubblichiamo questo lavoro di ricerca  sulla Polidatina , apparso sul Journal of Translational Medicine, sviluppato del gruppo di Napoli formato da Salvatore De Maria, Ilaria Scognamiglio, Angela Lombardi, Nicola Amodio, Michele Caraglia, Maria Cartenì, Gianpietro Ravagnan and Paola Stiuso.

Scarica ricerca in PDF

Manifesto delle terapie integrate in Toscana

E’ con grande piacere che inoltro il documento di lavoro della medicina integrata in Toscana.

SCARICA IL MANIFESTO ITALIANO IN PDF
E’ iniziata una ottima collaborazione fra ARTOI ed una delle poche realtà italiane di U.O. Medicina Integrata che si è realizzata in Toscana ed in particolare all’Ospedale di Pitigliano.

In questa realtà ospedaliera un paziente è seguito da una équipe medica formata da medici di medicina generale e da medici di medicina integrata.

Questa Unità Operativa Ospedaliera è tra le prime in Italia a dare questo servizio. Un altro servizio ospedaliero infatti è presente a Bolzano, di cui vi ho già parlato.

La collaborazione sta nascendo per le sempre maggiori richieste di intervento integrato in campo oncologico.

Le nostre conoscenza saranno messe a disposizione dei colleghi di Pitigliano ed uno scambio continuo darà a tutti i pazienti la possibilità di usufruire dei servizi in ospedale (per quanto possibili).

Ringrazio la Dr.ssa Bernardini, Direttrice dell’U.O., ed il suo collega Dr. Cracolici per questa collaborazione, sperando di fare gradito aiuto a tutti i pazienti, toscani o di altre regioni.
Cordialmente,
Massimo Bonucci M.D.
Spec. Oncologia medica
Spec. Anatomia patologica
Presidente A.R.T.O.I.

STEVIA REBAUDIANA BERTONI: UNA PIANTA DA SCOPRIRE

Pubblichiamo questo articolo in PDF del Dr. Rolando Alessio Bolognino su una pianta da utilizzare in alternativa allo zucchero, con proprietà interessanti: la Stevia Rebaudiana Bertoni

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Per chiarimenti e approfondimenti contattare:
Dr. Rolando Alessio Bolognino
Biologo Nutrizionista
Studio: via Paolo di Dono, 131, 00142 Roma
Socio ARTOI
r.bolognino@gmail.com

Vitamina D e cancro

Vitamina D e cancroL’estate volge al termine e ci incamminiamo nel lungo inverno della carenza di vitamina D. Continua a leggere