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Modalità di somministrazione

Le terapie antiblastiche si basano sull’assunzione di farmaci chemioterapici che mostrano una tossicità, spesso dose/dipendente, per il nostro organismo. La quantità di farmaco da utilizzare è legata alla costituzione corporea, ovvero la massa corporea misurata in m2. Le vie di somministrazione sono principalmente due: via orale e via endovena.

Solo alcuni farmaci, e solo per alcuni tipi di patologia neoplastica, vengono dati per via orale: Capecitabina e Navelbina e Temozolomide i più usati ultimamente. Esistono altri farmaci usati oralmente quali gli anti-estrogeni, le anti-aromatasi e gli anti-androgeni. Quest’ultimi vengono assunti per specifiche patologie, mammarie le prime e prostatica gli ultimi, e soprattutto come coadiuvanti post-chemioterapia.

Per quanto riguarda la Capecitabina (nome commerciale “Xeloda”), esso è attivo soprattutto per le neoplasie gastroenteriche (colon, stomaco, vie biliari), anche se può essere utile in casi di neoplasia mammaria. Normalmente viene considerato di seconda linea, ma in casi selezionati, anziani e defedati, può essere utilizzato in prima linea e nei pazientiu giovani in associazione con altri farmaci antiblastici. Gli effetti collaterali, epigastralgia ed altralgie oltreché sporadici rush cutanei, sono legati al dosaggio di numerose compresse giornaliere.

Anche l’altro farmaco Navelbina può essere assunto per os. Ha buoni effetti in presenza di lesioni secondarie a livello epatico da primitivo mammario e gastroenterico. Anche per questo farmaco gli effetti indesiderati sono soprattutto quelli epigastrici e dolori ossei diffusi.

La temozolomide (Temodal) viene utilizato nelle neoplasie cerebrali. Sta riscotendo un buon risultato l’uso combinato con radioterapia, ma attualmente esistono studi dell’uso del farmaco con l’Ipertermia.

La via endovenosa, attraverso dispositivo chiamato port-a-cath, o direttamente con ago cannula in vena, viene usato per tutti i farmaci antiblastici. Il dosaggio del farmaco viene calcolato in base alla superficie corporea del paziente (m2). La dose è somministrata di solito in bolo. Esiste la possibilità di frazionare il dosaggio in più somministrazioni.

La metodica non è accettata universalmente da tutta la comunità scientifica. Questa è usata dal prof. Salem (Direttore del S.Luc Cancer Center di Houston- Texas). Egli oltre al frazionamento dei farmaci antiblastici associa una terapia complementare integrata. I suoi risultati son a dir poco sorprendenti.

 Chemioterapia Metronomica

Chiemioterapia Cronomodulata