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LE CONCLUSIONI DEL VI CONGRESSO ARTOI DI ONCOLOGIA INTEGRATA

COMUNICATO STAMPA

Roma, 13 novembre 2014

Si è concluso con una sorprendete partecipazione il VI° congresso dell’Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate ARTOI, svoltosi a Roma con il patrocinio della Università Guglielmo Marconi, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dell’Università Popolare di Arezzo e dell’Associazione Italiana Malati di Cancro.

Due giornate intense aperte dalla lettura magistrale del prof. Philip A. Salem (USA ) che ha parlato di un modello di legame fra infezione, infiammazione e cancro intestinale. Altra lettura magistrale è stata quella del prof. Massimo Fioranelli, presidente del Comitato Scientifico di ARTOI, che ha illustrato le basi teorico- scientifiche della low dose in oncologia.

La sessione riguardante i big killer (i tumori della mammella, del colon e del polmone) con numerosi interventi ha dimostrato e confermato la validità dell’approccio integrato alla terapia oncologica che pone il paziente e la sua qualità della vita come punto focale delle scelte terapeutiche. “L’assoluta coerenza con i protocolli di trattamento internazionali e una scelta personalizzata delle sostanze fitoterapiche dimostrano ormai la validità di questo moderno approccio – afferma il prof. Giampietro Ravagnan dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha moderato la sessione – Non vi è contraddizione ma anzi complementarietà di prescrizione anche per i prodotti fitoterapici, prescrizione che deve essere di competenza del medico e non lasciata a scelte individuali del paziente, spesso indotto da pubblicità ingannevole”.

“Scelte alimentari e di integrazione fitoterapica nel paziente oncologico debbono essere oculate e consapevoli soprattutto durante l’assunzione dei chemioterapici ma anche successivamente per evitare assunzione di alimenti pro infiammatori e privilegiare quelli oggettivamente antiossidanti” ha puntualizzato il prof. Massimo Bonucci, che ha curato l’organizzazione del Congresso, soddisfatto per l’intensa ed attenta partecipazione.

“Non fidarsi ciecamente delle dichiarazioni in etichetta” ha ammonito il prof. Roberto Stevanato dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha documentato la complessità delle analisi per definire un prodotto alimentare come antiossidante, caratteristica riconducibile a cibi freschi e sicuri di origine, non a quelli conservati e di dubbia provenienza, come nel caso di olio di oliva spacciato come vergine.

“Assoluta controindicazione per l’assunzione di alimenti OGM che nell’uomo non debbono essere tollerati per la loro potenzialità allergogena e quindi infiammatoria che, quando diventa cronica, costituisce predisposizione all’insorgenza di tumori intestinali. Cautela anche nell’uso di latte vaccino e zuccheri raffinati” ha sottolineato il prof. Massimo Fioranelli, moderatore della sessione sulla nutrizione nella quale il dr. Giuseppe Di Fede, direttore sanitario dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano e dell’istituto di Medicina Genetica Preventiva I.M.G.E.P., ha chiarito gli aspetti di sensibilità al glutine nella dieta per i pazienti oncologici.

Qualificata ed autorevole la partecipazione delle ricercatrici dell’ISS con interessanti interventi su sostanze naturali – aloe, oli essenziali – che allargano l’orizzonte dell’impiego di sostanze naturali in oncologia, sulle quali si dovrà fare ulteriore ricerca per l’impiego nell’uso umano.

Ha concluso il convegno una sessione sulla Ipertermia oncologica che, con intervento di prestigiosi docenti dell’Università di Tor Vergata di Roma- Massimo Assogna e Piero Rossi – e del dr. Carlo Pastore, ha dimostrato la validità dei trattamenti con questa tecnologia.

“Tutti interventi di grande spessore ed attualità anche con verifiche sull’assetto immunitario dei pazienti oncologici, svolto in collaborazione con l’Istituto di Medicina Traslazionale del CNR. In particolare con la dr.ssa Maria Pia Fuggetta abbiamo dimostrato che i pazienti con terapie fitoterapiche integrate migliorano l’aspetto immunitario e che l’uso del glucoside naturale del resveratrolo, anche per lunghi tempi, non ha effetti collaterali” afferma il prof. Bonucci con un vivo ringraziamento anche a tutti i collaboratori.

ARTOI continuerà a svolgere la sua attività assistenziale e di ricerca con Università, Ospedali, ISS, CNR per dimostrare la validità di questo approccio, già ampiamente diffuso in altri Paesi avanzati, come è stato chiaro dalla relazione del prof. Salem, nella convinzione che un paziente seguito con meno effetti collaterali per via della terapia integrata non solo ha una migliore qualità della vita ma rappresenta un minor costo per il SSN.

“Con grande responsabilità stiamo valutando se con questo approccio si possa anche dare speranza in termine di sopravvivenza e/o remissione obbiettiva del processo oncologico che, comunque, non deve mai essere sottovalutato da pazienti che, ancorchè sintomatologicamente guariti, debbono sempre avere adeguati stili di vita, alimentazione corretta ed eseguire regolari controlli nel tempo” conclude Bonucci.

 

 

DOWNLOAD BROCHURE VI Congresso ARTOI

Una risposta a LE CONCLUSIONI DEL VI CONGRESSO ARTOI DI ONCOLOGIA INTEGRATA

  • antonella portoghese scrive:

    Sono una biologa che si occupa di nutrizione.Sarei molto interessata a ricevere gli atti del VI congresso da voi svolto.
    Vi saluto cordialmente con vivo apprezzamento per il vostro lavoro

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