Cos’è 

Il bevacizumab (noto con il nome commerciale di Avastin®) è una farmaco antitumorale impiegato, in associazione ad altri farmaci antineoplastici, nel trattamento di:

      • carcinoma metastatico del colon-retto
      • carcinoma mammario metastatico
      • carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato e/o metastatico
      • carcinoma renale avanzato e/o metastatico
      • carcinoma ovarico
      • carcinoma peritoneale avanzato
      • carcinoma alla cervice

 

Meccanismo d’azione

Il bevacizumab appartiene alla categoria dei farmaci antitumorali chiamati “anticorpi monoclonali” ossia sostanze prodotte in laboratorio in grado di riconoscere determinati bersagli molecolari una volta somministrati. Una volta somministrato, il bevacizumab si lega al fattore di crescita delle cellule endoteliali vascolari (VEGF), proteina promotrice dell’angiogenesi e presente sulla superficie dei vasi sanguigni. Il legame del farmaco al VEGF impedisce a quest’ultimo di legarsi ai suoi recettori (VEGFR-1 e VEGFR-2), sulla superficie delle cellule endoteliali. Il blocco dell’attività biologica del VEGF, mediato dal bevacizumab, fa regredire la formazione dei nuovi vasi sanguigni e la vascolarizzazione del tumore, impedendo perciò la crescita tumorale.

 

Modalità di somministrazione

Il bevacizumab si presenta come un liquido dall’aspetto limpido che viene somministrato per via endovenosa. La frequenza e il numero di somministrazioni variano a seconda della patologia in corso ma generalmente avvengono ogni 2-3 settimane.

 

Controindicazioni ed effetti collaterali

Gli effetti collaterali più frequenti che possono manifestarsi durante la terapia con bevacizumab sono:

      • astenia
      • trombocitopenia, leucopenia
      • neuropatia
      • proteinuria
      • disturbi oculari come iperlacrimazione
      • diarrea, nausea, vomito e dolore addominale
      • ipertensione
      • infezioni
      • in rari casi possono verificarsi anche degli effetti collaterali più gravi come perforazione gastrointestinale, emorragia e tromboembolia

L’associazione di bevacizumab con un altro medicinale chiamato sunitinib può causare anemia emolitica, mentre l’associazione con taxani e platino può causare una severa neutropenia.