La vescica è un organo posto nella cavità pelvica con la funzione di immagazzinare l’urina proveniente dai reni. Durante la minzione i muscoli della vescica si contraggono e l’urina viene spinta fuori dal corpo attraverso un tubicino chiamato uretra. 

Le malattie che colpiscono l’organo si suddividono in benigne (papilloma vescicale) o maligne (carcinoma). Il carcinoma della vescica è caratterizzato da una crescita incontrollata delle cellule dell’organo. 

Il carcinoma può rimanere confinato alla vescica oppure diffondere al di fuori dell’organo e andare ad invadere i linfonodi, la prostata, le vescicole seminali, la vagina e il retto. 

Attraverso la via linfatica ed ematica il tumore può raggiungere anche organi più distanti.  

Le principali sedi di metastasi sono le ossa, i polmoni e il fegato. 

Epidemiologia 

Nel 2019 sono attesi in Italia circa 29.700 nuovi casi di tumore alla vescica, di cui 24.000 negli uomini e 7.700 nelle donne. È stato stimato che per le donne il rischio di ammalarsi di questa neoplasia è di 1:81 mentre per gli uomini è di 1:15.  

Il tumore alla vescica rappresenta la quarta neoplasia più frequente negli uomini (12 % di tutti i tumori) e la quinta nella popolazione generale (8 % di tutti i tumori). 

In Italia la sopravvivenza a 5 anni dei tumori della vescica è pari al 79 % mentre quella a 10 anni è pari al 71%. La sopravvivenza è più alta nei giovani (96 %) mentre diminuisce sempre di più negli anziani (< 66 %) 

Nel 2016 sono stati 6.230 i decessi per tumore della vescica in Italia, di cui 4.833 negli uomini e 1.347 nelle donne. La possibilità di morire per un tumore alla vescica è di 1:60 negli uomini e 1:351 nelle donne. 

I numeri del cancro 2019 – Gruppo di Lavoro AIOM,  AIRTUM, FONDAZIONE AIOM 

Prognosi 

La prognosi, ossia la previsione sul decorso e l’esito della malattia, è influenzata sia da fattori legati al paziente sia da fattori legati alla neoplasia. 

I più importanti sono: 

  • il grado di infiltrazione: più il tumore è circoscritto alla vescica e più la prognosi è buona 
  • lo stadio della malattia: se il tumore è ad uno stadio iniziale e non si è diffuso in altre parti del corpo allora la prognosi è buona. 
  • Stato generale del paziente: migliore è lo stato generale del paziente e migliore sarà la prognosi 

 

Fattori di rischio ed eziologia 

I più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di carcinoma vescicale sono: 

  • Il fumo di sigaretta (forse il più importante): il rischio è direttamente proporzionato con la durata dell’abitudine al fumo e il numero di sigarette fumate.  
  • L’esposizione cronica, per motivi lavorativi, a particolari composti chimici cancerogeni come le ammine aromatiche e le nitrosamine. 
  • Età: il rischio aumenta con l’età, infatti la maggior parte dei casi colpisce persone con più di 55 anni. 
  • Schistosomiasi ossia l’infezione da un parassita (schistosoma) che può entrare nella vescica e causare il carcinoma (molto raro)
  • Cattive abitudini alimentari, come l’elevato consumo di fritture e grassi incidono negatvamente 
  • I trattamenti radioterapici al bacino o con il chemioterapico ciclofosfamide (che ha un’azione irritante sulla vescica) possono aumentare la probabilità di sviluppare un tumore in quest’organo. 

 

Prevenzione 

Poiché la maggior parte dei fattori di rischio sono fattori modificabili, le uniche azioni possibili da attuare per prevenire tale tumore è cambiare lo stile di vita: 

  • non fumare o smettere di fumare 
  • fare movimento 
  • seguire un’alimentazione sana
  • utilizzare dispositivi di protezione individuale se, per motivi lavorativi, si è esposti a sostanze cancerogene. 

Al momento non esistono dei programmi di screening ai quali aderire per poter fare diagnosi precoce. 

 Tipologie e classificazione 

Secondo la World Health Organization, dal punto di vista istologico, il carcinoma della vescica può essere classificato in: 

  • carcinoma uroteliale, o carcinoma a cellule di transizione, (95 % dei tumori alla vescica) è chiamato in questo modo perché origina dal rivesto più interno dell’organo chiamato urotelio. Questo tumore può essere invasivo (nel 30% dei casi) o non invasivo. 
  • adenocarcinoma e il carcinoma squamoso (restante 5 %). Sono tumori invasivi per la maggior parte dei casi. 

I tumori alla vescica, a seconda di come crescono, possono anche essere suddivisi in: 

  • papillari (75% dei casi): rescono formando delle sporgenze dalla parete verso la parte interna della vescica. 
  • piatti: non formano queste sporgenze. 

In base all’estensione il tumore può essere suddiviso in 4 stadi: 

  • allo stadio I il tumore rimane localizzato alla vescica invadendo la muscosa dell’organo senza ancora arrivare allo strato muscolare 
  • allo stadio II ha raggiunto la tonaca muscolare 
  • allo stadio III ha invaso lo strato di tessuto adiposo che riveste l’organo esternamente e potrebbe aver raggiunto la prostata, l’utero e la vagina 
  • allo stadio IV il tumore ha invaso la parete addominale, gli organi della pelvi e i linfonodi ma anche organi più distanti. 

Sintomi 

La sintomatologia tipica della malattia all’esordio è caratterizzata da: 

  • presenza di sangue nelle urine 
  • irritazione vescicale 

Con il progredire della malattia, oltre a quelli già presenti, compare anche: 

  • stimolo frequente alla minzione 
  • dolore intenso 
  • difficoltà ad urinare 

Questi sintomi sono però aspecifici in quanto possono comparire anche in caso di malattie benigne della vescica o infezioni del tratto urinario. 

Diagnosi 

I sintomi del tumore nelle fasi iniziali non sono specifici, potrebbero infatti anche essere causati da malattie benigne della vescica. Poiché i sintomi non sono indicativi esclusivamente di una patologica tumorale è molto importante fare una diagnosi differenziale. 

In presenta di sintomi, l’iter diagnostico da seguire prevede innanzitutto l’esame delle urine, per rivelare la presenza di sangue o cellule tumorali al suo interno (citologia urinaria), ed eventualmente una cistoscopia. La cistoscopia è un esame che, mediante l’inserimento di un tubicino, permette di osservare direttamente l’interno della vescica. Se viene riscontrata la presenza di un tessuto anomalo si procede con la biopsia (prelievo di tessuto) e il successivo esame istologico.

Altri esami da poter eseguire:

Altri esami che possono essere eseguiti, soprattutto per valutare l’estensione e lo stadio della malattia, sono:

  • l’ecografia addominale,
  • TAC,
  • RM
  • e la PET. 

La scintigrafia ossea è utile per rivelare l’eventuale presenza di metastasi ossee. 

Ad eccezione dell’esame delle urine non esistono test di laboratorio utili per la diagnosi; oltre alle analisi di routine, infatti, non esistono marcatori tumorali specifici per questa patologia da poter dosare. 

Nonostante non esistano test di screening specifici, questo tumore è possibile diagnosticarlo precocemente in quanto i sintomi (anche se aspecifici) compaiono già dalle fasi iniziali della malattia. 

Terapia 

Le opzioni terapeutiche attualmente disponibili per il cancro della vescica variano a seconda dello stadio della malattia e sono la chirurgia, chemioterapia, radioterapia e immunoterapia. 

Gli interventi chirurgici ai quali un paziente può essere sottoposto sono diversi. La resezione transuretrale della vescica (TURB) consiste nella rimozione della massa tumorale inserendo un cistoscopio direttamente in vescica attraverso l’uretra. Questo tipo di intervento viene eseguito per tumori non invasivi nelle prime fasi. Poiché il rischio di recidive dopo TURB è elevato, si consiglia di associare all’intervento altre terapie. 

Altro intervento chirurgico è la cistectomia che può essere parziale o radicale: con la parziale si rimuove la parte della vescica in cui è presente la massa tumorale, con la radicale, invece, si rimuove l’intero organo. Nell’uomo questo intervento è accompagnato solitamente anche dalla rimozione della prostata e delle vescicole seminali mentre nella donna dalla rimozione dell’utero e delle ovaie. La cistectomia si esegue su tumori invasivi. 

Terapia intravescicale

Un trattamento che spesso viene eseguito dopo la TURB è la terapia intravescicale che consiste nella somministrazione di un farmaco direttamente nella vescica mediante un catetere. Questa terapia, che può essere eseguita solo su tumori in fase iniziale, ha il vantaggio di agire in loco solo sulle cellule vescicali senza andare a danneggiare altre cellule del corpo. 

Per via intravescicale possono essere somministrati sia chemioterapici (soprattutto mitomicina, gemcitabina, valrubicina) sia immunoterapici (BCG). 

Oltre alla chemioterapia intravescicale, il tumore della vescica può essere trattato anche con la tradizionale chemioterapia sistemica. Il trattamento chemioterapico può essere neoadiuvante (prima dell’intervento e ha lo scopo di ridurre la massa tumorale in modo da preservare il più possibile l’organo) oppure adiuvante (dopo l’intervento con lo scopo di eliminare eventuali cellule sopravvissute). Può essere somministrata contemporaneamente alla chemioterapia. 

Farmaci

I farmaci maggiormente impiegati, sia in mono che polichemioterapia, sono il cisplatino, 5-fluorouracile, mitomicina, gemcitabina, doxorubicina, metrotrexate, paclitaxel e vinblastina. 

La radioterapia, proprio come la chemio, può essere precedente all’intervento chirurgico oppure successiva. È indicata sia nelle forme avanzate e infiltranti, sia nelle forme in fase iniziale, oppure nel trattamento delle metastasi.  

Altre terapie disponibili per il trattamento di questo tumore sono rappresentate dall’immunoterapia. I farmaci principalmente impiegati sono il nivolumab, pembrolizumab, atezolimumab e avelumab. I primi due agiscono bloccando la proteina PD-1 mentre gli ultimi due bloccando la proteina PD-L1. In entrambi i casi stimolano il sistema immunitario ad attaccare le cellule tumorali.  

Ci sono poi i farmaci a bersaglio molecolare. Il più impiegato è erdafitinib, un inibitore del recettore FGFR. 

 

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