“E’ arrivato il momento di fare tutti una seria riflessione su alcune delle cause della proliferazione cellulare dei carcinomi”. Così Massimo Bonucci, oncologo e Presidente dell’Associazione Ricerca terapie Oncologiche Integrate commenta il ritorno sulla stampa della pericolosità dei cibi ad alto indice glicemico, scoperta che fu fatta già in passato dal tedesco Otto Warburg, Nobel per la medicina, e che oggi torna di estrema attualità grazie alla dimostrazione di alcuni studi scientifici che questi cibi ad alto indice glicemico siano il nutrimento migliore per il cancro.

“Già nel 2015 evidenziai come cresce il rischio di cancro al seno e metastasi con l’assunzione di zucchero – prosegue Bonucci – e ARTOI sostiene da sempre che la nutrizione è il nostro miglior alleato contro le neoplasie tanto da stilare nel 2013 delle linee guida sull’alimentazione del paziente oncologico”.

Tra questi studi scientifici ne ricordiamo uno pubblicato qualche anno fa da ricercatori del prestigioso MD Anderson Cancer Center – Università del Texas sulla rivista scientifica Cancer Research che ha messo in evidenza la «relazione pericolosa» fra dolci e insorgenza di un tumore. L’elevato consumo di zuccheri ed in particolare del fruttosio, tipico della dieta occidentale, fa lievitare il rischio di tumori al seno e metastasi ai polmoni.

“L’alimentazione deve essere considerata un’alleata contro la lotta ai tumori-  ricorda ancora il Presidente di ARTOI –  ma più che una dieta bisogna considerare il beneficio che ogni suo singolo costituente ci può dare. Le verdure, la frutta fresca e secca, i legumi, il pesce azzurro, le nostre spezie sono i rimedi a cui dobbiamo tanto per la nostra lotta. Esistono però alimenti che non aiutano il nostro organismo e possono contribuire ad un nostro malessere.  Conoscere meglio la loro azione per ridurre il loro impatto sulla nostra salute è fondamentale. Gli zuccheri raffinati, ad esempio, possono creare molti danni a chi ha familiarità diabetica. Possono anche alimentare il nostro stato infiammatorio e creare i presupposti per una proliferazione anomala. Il loro uso quotidiano in dosi eccessive porta a scompensi cellulari. Allo stesso modo anche i cereali e le farine raffinate (soprattutto se di grano moderno) possono essere dannosi. Un alto indice glicemico stimola l’insulina che a sua volta fa aumentare un fattore enzimatico l’IGF-1 che stimola la crescita e la proliferazione delle cellule. Ma fanno aumentare anche ormoni come testosterone nelle donne, altro fattore proliferativo. Tutto questo processo viene anche stimolato dall’assunzione di proteine animali in eccesso.”

Tornando alle ricerche scientifiche possiamo citarne altre come quella del 2010 dei ricercatori del Center for Aging e del Comprehensive Cancer Center dell’Università dell’Alabama che hanno pubblicato uno studio scientifico su FASEBJournal in cui hanno analizzato la risposta al glucosio di cellule polmonari umane normali e precancerose. Tutte le cellule sono state fatte crescere in vari terreni di coltura, ricevendo quantità di glucosio normali o ridotte nel corso di alcune settimane per vedere come e quanto si moltiplicavano e per registrarne la sopravvivenza. I risultati? Se lo zucchero a disposizione scarseggiava, le cellule normali vivevano più a lungo, quelle pre-tumorali morivano.

Oppure quella del 2012 degli scienziati dell’Università Rey Juan Carlos di Madrid che hanno scoperto un altro meccanismo che collega il cancro agli alti livelli di zucchero. Lo studio pubblicato sulla rivista Cell dimostra che alte quantità di glucosio nel sangue stimolano una proteina chiamata β-catenina che era già conosciuta come fattore importante nello sviluppo di molti tumori specialmente nei primi stadi della progressione del cancro. Lo studio ha quindi dimostrato che un alto livello di zucchero induce un accumulo nucleare di β-catenina che porta alla proliferazione del cancro.

In realtà come abbiamo ricordato all’inizio già il premio Nobel per la medicina, il tedesco Otto Warburg, Ph.D. aveva scoperto che le cellule tumorali hanno un metabolismo energetico diverso rispetto alle cellule sane. Il nodo cruciale della sua scoperta era che i tumori maligni spesso mostrano un aumento della glicolisi anaerobica rispetto ai tessuti normali. Le cellule sane hanno un assoluto bisogno di ossigeno mentre le cellule tumorali possono vivere perfettamente senza grazie al solo glucosio.

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