L’insieme delle discipline mediche complementari, oltre all’apporto che offre in ambito oncologico, può essere di supporto anche per la lotta alle leucemie, ai linfomi, al mieloma e alle altre malattie tumorali del sangue. Una nuova strada che ARTOI si appresta a studiare e percorrere per migliorare la qualità della vita dei pazienti ematologici.

Il futuro della cura dei tumori del sangue potrebbe passare attraverso le terapie integrate.
L’integrazione rappresenta l’esigenza di riunire differenti culture e specializzazioni mediche in affiancamento ai percorsi terapeutici “convenzionali” quali chemioterapia, radioterapia, chirurgia e immunoterapia specifica.

L’obiettivo è quello di porre il paziente sempre più al centro delle terapie ed offrire una cura quanto più personalizzata possibile per migliorare la sua qualità della vita, la tolleranza ai trattamenti ma anche per aumentare l’efficacia degli stessi con approcci ormai validati scientificamente.

Photo by Christaras A

(Photo by Christaras A)

ARTOI (Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate) sta lavorando al fine di proiettare l’approccio integrativo nella dimensione ematologica. La medicina complementare, già utilizzata da ARTOI a supporto dei trattamenti oncologici convenzionali, potrebbe essere un’arma in più per combattere anche leucemie, linfomi e altri tumori del sangue. Discipline quali la nutraceutica, la medicina tradizionale cinese, l’agopuntura, la psiconcologia, le tecniche di mindfulness e l’assunzione di farmaci derivanti dal mondo naturale e di efficacia ormai comprovata scientificamente, possono diventare strumenti utili nella gestione della malattia, degli effetti collaterali delle terapie convenzionali e in generale migliorare il benessere del paziente in questa fase importante e difficile della sua vita, in affiancamento al trattamento convenzionale con cui a volte esse mostrano addirittura un effetto sinergico.

Lo sforzo a cui tendere in questo momento è quello di differenziare sempre di più le malattie del sangue dai tumori solidi mentre finora, anche a causa dell’ assenza di esperienza clinica sufficiente, i due contesti clinici erano stati assimilati insieme: la convinzione che si tratti di malattie a sé stanti, con diverse caratteristiche e comportamento e con un ruolo ancora più predominante del sistema immunitario da non sottovalutare impone un investimento delle conoscenze e della ricerca clinica in questo campo.

“Le basi sono le conoscenze di integrazione” – afferma il Dott. Massimo Bonucci, presidente di ARTOI – “Lo stimolo per approfondire la possibilità di questa applicazione è stato proposto dalla tesi conclusiva della Dott.ssa Francesca Andreazzoli nell’ambito del Master in Oncologia Integrata, organizzato da ARTOI, riguardo l’utilizzo di sostanze in oncologia integrata e il loro impatto in alcune fra le più frequenti patologie ematologiche” – continua il Dott. Bonucci – “Da qui lo spunto per lo studio delle terapie integrate nei tumori solidi e trasferirlo nelle malattie del sistema emopoietico ”

Da anni A.R.T.O.I. si dedica alla ricerca di terapie integrate, cercando di unire tutte le specializzazioni mediche (oncologi, ematologi, chirurghi, radioterapisti, nutrizionisti, immunologi ed altri) che hanno conoscenze specifiche nel campo oncologico con lo scopo di farle convergere grazie a gruppi di lavoro nella progettazione di percorsi di cura articolati e il più possibile individualizzati con l’obiettivo di migliorare l’assistenza al paziente in un’ottica globale che coinvolga e migliori i vari aspetti della sua vita.

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