Diagnosi Oncologica

Il cancro è una malattia che purtroppo, soprattutto nelle fasi iniziali, è priva di sintomatologia; per questo motivo, spesso, si arriva a fare la diagnosi tardi quando ormai la malattia è diffusa.

Fare diagnosi precoce, quando non sono ancora presenti sintomi o sono presenti sintomi aspecifici, è importantissimo in quanto rende la malattia più curabile e consente al paziente di arrivare meglio alla guarigione.

I passi per diagnosticare precocemente una patologia tumorale sono quattro:

Segni e sintomi del cancro

1) Riconoscere segni e sintomi che da soli non sono diagnostici ma servono ad indurre il medico ad approfondire con ulteriori indagini più specifiche. Ad esempio una tosse secca e persistente può essere il segnale di un tumore al polmone, il variare della forma e grandezza dei nei può portare alla diagnosi di melanoma, il cambiamento delle funzioni urinarie o intestinali possono rivelare un tumore delle vie urinarie o dell’intestino, una febbre persistente può essere il sintomo di un eventuale linfoma e così via.

 

Esami ematologici2) Approfondire con un esame ematologico di laboratorio. I parametri che generalmente vengono analizzati sono i valori dell’emocromo, della funzionalità epatica, degli elettroliti, del protidogramma, dello stato ormonale, degli indici infiammatori e tanti altri.

Ci sono poi analisi del sangue più specifiche che si effettuano quando il sospetto di neoplasia è più alto ossia il dosaggio dei marker tumorali. I marker tumorali sono sostanze prodotte normalmente dalle cellule del nostro corpo ma in presenza di un tumore i loro livelli sono molto superiori rispetto alla norma.

Per fare alcuni esempi:

          • CEA e CA 19-9 per il tratto gastroenterico
          • CEA, CA 125 e HE4 per le lesioni ovariche e del peritoneo
          • CEA e CA 15-3 per le lesioni mammarie
          • PSA per le lesioni prostatiche
          • alfafetoproteina per le lesioni epatiche

I marker da soli non sono diagnostici ma devono essere considerati un segnale di allarme.

 

3) Confermare la presenza della malattia con esami diagnostici strumentali per immagini:

Esami diagnostici strumentali per immagini

          • Ecografia:

L’ecografia è una metodica diagnostica non invasiva che, grazie a degli ultrasuoni emessi da uno strumento appoggiato sul paziente, consente di visualizzare organi e strutture interne quali ghiandole, vasi sanguigni, tendini, legamenti e muscoli ad eccezione dello scheletro e delle strutture interne al cranio.

Lo strumento è in grado di evidenziare negli organi la presenza di liquido, cisti, formazioni benigne o maligne.

L’ecografia è assolutamente innocua per il paziente, è di rapida esecuzione e dai costi decisamente contenuti. Non esistono controindicazioni, tanto che l’esame può essere eseguito anche in gravidanza. Le uniche limitazioni all’utilizzo di tale metodica sono le caratteristiche del paziente: ad esempio l’obesità e il meteorismo (presenza di aria nell’intestino) sono fattori che ostacolano la diffusione delle onde sonore.

          • Radiografia:

La radiografia è stata una delle prime tecniche di diagnostica per immagini che si è diffusa.

La metodica si basa sull’emissione di raggi X che attraversano il corpo del paziente. Le immagini si creano in quanto i tessuti del nostro organismo assorbono energia in maniera diversa.

Le tecniche radiografiche maggiormente impiegate in oncologia sono la radiografia del torace e la mammografia.

I raggi X emessi durante una radiografia sono nocivi per l’organismo pertanto è necessario eseguire l’esame solo quando è strettamente necessario. È controindicato in gravidanza.

L’esame non è doloroso.

          • Tomografia computerizzata (TC):

La TC è una tecnica che sfrutta i raggi X per ottenere immagini molto specifiche di varie parti del corpo. La dose di radiazioni è molto maggiore rispetto a quella di un normale radiografo. A volte per ottenere immagini migliori può essere utilizzato il mezzo di contrasto ossia un liquido a base di iodio inserito in vena e che assorbe i raggi X in maniera diversa rispetto i tessuti che in questo modo vengono maggiormente messi in risalto.

È una metodica molto importante in oncologia in quanto è in grado di individuare anche lesioni molto piccole (2-3 mm).

La TC non ha controindicazioni particolari se non che le radiazioni impiegate, anche se usate a dosi basse, sono nocive per l’organismo pertanto meglio non abusarne. È da evitare in gravidanza.

Il mezzo di contrasto è controindicato solo alle persone allergiche a questa sostanza. Appena iniettato può dare una forte sensazione di calore che però svanisce velocemente.

L’esame nel complesso non è doloroso.

          • Tomografia a emissione di positroni (PET):

La PET è un esame che comporta la somministrazione per via endovenosa di sostanze, come il glucosio, marcate con molecole radioattive. Dopo essere stato somministrato, il radiofarmaco a base di glucosio si distribuisce nel corpo del paziente in modo da permettere allo strumento di rilevarne la distribuzione. Poiché i tumori sono particolarmente avidi di glucosio, il radiofarmaco iniettato si andrà a depositare soprattutto dove c’è questo iperconsumo mettendo in evidenza e permettendo all’operatore di individuare la lesione neoplastica.

L’esame non è doloroso e non è pericoloso in quanto la dose di sostanza radioattiva è bassa. Ciò non toglie che non bisogna abusare.

È controindicato nelle donne in gravidanza e che allattano e in alcuni casi anche a pazienti diabetici.

          • Risonanza magnetica nucleare (RMN):

La risonanza magnetica è uno strumento che grazie all’emissione di onde elettromagnetiche permette di ottenere immagini molto dettagliate del corpo senza somministrare radiazioni pericolose. Consente di ottenere immagini degli organi interni, soprattutto cervello, colonna vertebrale, scheletro e articolazioni.

Le immagini ottenute sono molto più precise rispetto quelle ottenute con la TC ad eccezione delle strutture in movimento come il sangue nei vasi sanguigni.

L’unico limite dello strumento è il costo particolarmente elevato.

A causa del campo magnetico generato dall’apparecchio non possono sottoporsi all’esame persone a cui sono stati applicati apparecchi metallici interni come pacemaker, protesi metalliche o clip vascolari.

L’esecuzione dell’esame spesso risulta difficoltosa a causa del senso di claustrofobia che viene per lo spazio molto stretto in cui si deve rimanere immobili. Per ovviare a questo problema si stanno sempre più diffondendo risonanze magnetiche semi aperte.

          • Scintigrafia:

La scintigrafia è un esame che viene effettuato per valutare la presenza di metastasi ossia cellule tumorali in tessuti e organi distanti dal luogo in cui si è formato il tumore.

Si effettua mediante la somministrazione in vena di una sostanza radioattiva che si deposita negli organi dove c’è una maggiore attività metabolica, ad esempio dove ci sono le metastasi.

L’esame non è doloroso e non è pericoloso in quanto la dose di sostanza radioattiva è bassa. Ciò non toglie che non bisogna abusarne.

È controindicato nelle donne in gravidanza.

 

4) Conoscere la natura della lesione e le sue caratteristiche attraverso l’esame diretto sul tumore. Avere queste informazioni sul tumore serve per stabilire l’approccio terapeutico migliore. L’esame sul tumore può essere di due tipi:

          • Esame citologico:

Il campione analizzato è un aggregato di cellule. Il prelievo del campione cellulare si chiama agoaspirato.

          • Esame istologico:

Il campione analizzato è un tessuto. Il prelievo del campione tissutale si chiama biopsia.

In entrambi i casi, dopo il prelievo, il campione viene preparato, colorato e osservato al microscopio. L’osservazione al microscopio delle cellule e dei tessuti è in grado di fornire importanti informazioni sulla fisiologia delle cellule e mettere in evidenza la presenza di processi infiammatori o tumorali.

 

Esame istologico

 

 

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