Cos’è

Il ginseng è una pianta originaria dell’Asia appartenente alla famiglia delle Arialaceae e al genere Panax (il cui termine significa “rimedio per tutto”).

Allo stato selvatico le piante crescono a gruppi, propagandosi dai semi caduti dalla pianta madre. La crescita è lentissima: per arrivare a maturazione e quindi alla raccolta occorrono circa 4 anni.

Il rizoma della pianta, ossia la radice sotterranea, ha la peculiarità di essere commestibile.

 

 

 

Al genere Panax appartengono diverse specie di ginseng:

      • ginseng asiatico (Panax Ginseng)
      • ginseng giapponese (Panax japonicus)
      • ginseng himalayano (Panax pseudoginseng)
      • ginseng americano (Panax quinquefolius)
      • ginseng nano (Panax trifolius)
      • ginseng del Vietnam
      • ginseng cinese (Panax zingeberinsis)

La differenza fra le specie non riguarda solo la diversa provenienza ma soprattutto il contenuto e la quantità dei principi attivi a cui si devono le varie funzioni della pianta.

La radice della pianta di ginseng è caratterizzata dalla presenza di un alto contenuto di queste molecole:

      • ginsenosidi
      • panaxiatrolo
      • vitamine del gruppo B
      • vitamina C
      • aminoacidi essenziali
      • minerali e oligoelementi: sodio, potassio, magnesio, zolfo, fosforo, ferro, zinco, cobalto, manganese, alluminio, rame, silicio, vanadio
      • enzimi: amilasi, glicolasi, fenolasi
      • acidi grassi polinsaturi: oleico, fitosterolico, serterpenico, stiroleico, oleanolico
      • acidi organici basi di acidi nucleici: adenina, guanina, uracile e uridina
      • fitosteroli: campesterolo, beta-sitosterolo, stigmasterolo
      • sostanze ormonosimili estrogeniche ed androgeniche: estriolo, estrone, beta-estradiolo

Le varietà più studiata ossia quella con il più alto contenuto di principi attivi (e quindi con le più potenti azioni biologiche) è quella asiatica, il Panax Ginseng oppure quella americana, il Panax quinquefolius.

La radice del ginseng viene utilizzata per condire cibi, come ingrediente di gomme da masticare e caramelle, sotto forma di bevande tra cui il caffè oppure sotto forma di integratore alimentare. Una volta introdotto con la dieta, il ginseng viene metabolizzato dalla microflora intestinale, assorbito e l’eccesso eliminato per via fecale.

 

Proprietà farmacologiche

Grazie alla ricchezza di principi attivi, il ginseng è responsabile di numerosi effetti biologici.

I principali componenti attivi del ginseng sono i ginsenosidi, che hanno dimostrato di avere una varietà di proprietà farmacologiche (1, 2):

      • si tratta di molecole adattogene ossia è in grado di aumentare la resistenza allo stress, la vitalità generale, inclusa la capacità fisica e mentale, risultando particolarmente utili nel trattamento della stanchezza e debolezza
      • Risultano efficaci nel trattamento del diabete in quanto stimolano la produzione di insulina da parte del pancreas e ne aumentano la sensibilità con conseguente miglioramento delle iperglicemie.
      • stimolando la produzione di acetilcolina e dopamina nel cervello, i ginsenoidi migliorano l’apprendimento, le funzioni di memoria e riducono l’ansia
      • stimolando la produzione di eNOS e NO nell’endotelio vascolare, quindi inducendo vasodilatazione, i ginsenoidi hanno un effetto cardioprotettivo. Hanno, inoltre, potenti proprietà anticoagulanti.
      • sono dotati di proprietà immunomodulatorie e antinfiammatorie: studi in vivo e in vitro hanno mostrato che i ginsenoidi siano in grado di stimolare la proliferazione dei linfociti B e la produzione di IL-2, IL-10 e INF-gamma.
      • sono potenti antiossidanti: riducono la formazione di radicali liberi, ne facilitano l’eliminazione e hanno un’azione chelante nei confronti degli ioni ferrosi che spesso sono coinvolti nella formazione di radicali.
      • hanno proprietà antitumorali

 

Ginseng e oncologia

Gli studi sulle proprietà antitumorali del ginseng sono pochi e si tratta per lo più di studi di laboratorio in vitro.

Questi studi hanno comunque messo in evidenza che l’estratto di ginseng (3):

      • è in grado di potenziare l’azione del farmaco antitumorale 5-fluorouracile
      • inibisce la proliferazione nelle linee cellulari di cancro al seno per mezzo dell’inibizione della MAP chinasi
      • inibisce la crescita cellulare di una linea di carcinoma mammario ormono-sensibile mostrando un effetto sinergico con il metotrexato, ciclofosfamide, doxorubicina
      • innesca la morte cellulare nelle linee cellulari di cancro del colon-retto inducendo danno mitocondriale
      • potenzia l’attività antitumorale di paclitaxel ed epirubicina in una linea di carcinoma cervicale
      • aumenta la sopravvivenza
      • inibisce il processo di angiogenesi e metastatizzazione

Il meccanismo d’azione individuato, che conferisce al ginseng tali effetti antitumorali, è l’attivazione delle cellule del sistema immunitario, in particolare macrofagi e cellule Natural Killer (4).

Se gli studi sulle proprietà antitumorali del ginseng scarseggiano, sono molti quelli che dimostrano come il ginseng possa essere utile nel contrastare gli effetti collaterali delle terapie anticancro, in particolare l’astenia e la spossatezza che la maggior parte delle cure provoca nei pazienti.

Il ginseng inoltre, grazie alla sua azione antiossidante, ha un effetto radioprotettivo in quanto diminuisce il danno delle radiazioni sui tessuti sani.

 

Biodisponibilità

La biodisponibilità del ginseng è bassa (circa il 5%): l’ampio metabolismo a livello intestinale, la scarsa permeabilità della membrana e la bassa solubilità dei prodotti ottenuti dal metabolismo, limitano l’assorbimento intestinale dei ginsenoidi del ginseng.

L’assunzione di dosi orale elevate di ginseng, o la modifica della formulazione farmacologica, possono certamente migliorarne la biodisponibilità (5).

 

Controindicazioni ed effetti collaterali

Nella maggior parte dei casi non sono stati riscontrati effetti collaterali significativi in seguito all’assunzione di ginseng. tuttavia i pazienti che assumono alte dosi di ginseng hanno manifestato insonnia, tachicardia, ipertensione e nervosismo.

Il ginseng potrebbe interferire col metabolismo di alcuni farmaci pertanto è sconsigliato assumerlo contemporaneamente con fenelzina, warfarin e altri anticoagulanti, digossina o corticosteroidi, terapie immunostimolanti, imatinib (1)

Non è raccomandato durante la gravidanza e l’allattamento in quanto non ci sono studi in letteratura sui possibili effetti collaterali.

E’ sconsigliato l’uso contemporaneo di grandi quantità di caffeina.

Non è indicato per i bambini o in caso di iperattività.

 

Riferimenti bibliografici

  1. Food and Chemical Toxicology. 7 April 2017. Panax ginseng and Panax quinquefolius: From pharmacology to toxicology. Cesare Mancuso, Rosaria Santangelo.
  2. Molecules. 2020 Feb 12. Characterization and Antioxidant Activity Determination of Neutral and Acidic Polysaccharides from Panax Ginseng C. A. Meyer. Kim HM, Song Y, Hyun GH, Long NP, Park JH, Hsieh YSY, Kwon SW.
  3. J BUON. 2016 Nov-Dec. Ginseng and cancer. Unlu A, Nayir E, Kirca O, Ay H, Ozdogan M.
  4. Front Pharmacol. 2019 Nov 26. Anti-Cancer Effects of Panax ginseng Berry Polysaccharides via Activation of Immune-Related Cells.Lee DY, Park CW, Lee SJ, Park HR, Kim SH, Son SU, Park J, Shin KS.
  5. Curr Drug Metab. 2011 Nov. Metabolism of ginseng and its interactions with drugs. Qi LW, Wang CZ, Du GJ, Zhang ZY, Calway T, Yuan CS.
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