Qi Gong: approfondiamo la disciplina

Obiettivi, attività terapeutiche, basi scientifiche, diffusione

ll Qi gong ha come obiettivo il miglioramento della salute, il rafforzamento della costituzione e lo sviluppo delle capacità latenti dell’essere umano, attraverso un percorso di armonizzazione e di equilibrio tra gli organi interni e di sviluppo di un sistema di “autoterapia”. Altri effetti della pratica sono l’aumento della resistenza al freddo, al calore, alla fatica e alla fame.

Il Qi gong oggi è diffuso in tutto il mondo ed è inserito nel rapporto OMS sulle strategie in tema di T&CM 2014-2023 tra le Medicine Tradizionali e Complementari.

Persone di qualunque età possono praticare il Qi gong, sviluppando un maggiore vigore e mantenendo una migliore salute.

Fin dall’inizio degli anni ’80 in Cina molti scienziati intrapresero studi per accertare i benefici medici del Qi gong. Da allora, ricerche su centinaia di applicazioni mediche sono riportate nella letteratura scientifica in Cina. Dal 1896 ben undici “conferenze internazionali” hanno pubblicato un migliaio di abstracts dei lavori, di cui più della metà in inglese.

La ricerca libera “qi gong” su PUBMED restituisce circa 300 risultati, a testimonianza della produzione scientifica nei campi più svariati come:
1. riabilitazione polmonare, asma;
2. ansia e sindromi stress-correlate;
3. insufficienza cardiaca, ipertensione arteriosa;
4. anti-aging;
5. supporto in oncologia;
6. fibro-mialgia;
7. Morbo di Parkinson
8. diabete di tipo II;
9. qualità del sonno.

Il Qi gong può essere complementare alla medicina Occidentale, specialmente nel trattamento delle malattie croniche e nella prevenzione, laddove la medicina Occidentale è particolarmente indicata nel trattare le condizioni acute. Come trattamento medico il Qi gong è stato ufficializzato come parte della MTC negli ospedali Cinesi fin dal 1989 e nel 1996 è stato inserito nel Piano Sanitario Nazionale.

Dal punto di vista neurofisiologico la pratica del Qi gong produce delle modificazioni correlate allo sviluppo di determinate capacità. Negli elettroencefalogrammi dei praticanti di Qi gong appare un notevole aumento di “coerenza” delle onde cerebrali, le quali assumono un aspetto di maggiore ordine e sincronicità. Il potenziale elettrico dei due emi-soma, il destro e il sinistro, si uniforma, indicando una migliore funzionalità complessiva dell’organismo.

Secondo gli studi di fisica effettuati, la tipologia di energia emessa durante la pratica è pari a quella dei raggi infrarossi; ciò è immediatamente riscontrabile, in particolare, nell’aumento della temperatura delle punte delle dita da 37,4°C a 38,6°C accompagnato dal 20% di aumento della micro circolazione.

Altri effetti fisiologici sono una graduale diminuzione del ritmo cardiaco, del ritmo respiratorio, del consumo di ossigeno (30%) e del metabolismo basale (20%).

Secondo censimenti e dati di diversi studiosi, sono presenti in Cina da 3.000 a 40.000 scuole di Qi gong, per un totale di almeno 470 tecniche/forme/stili differenti. L’Istituto di Ricerca in Qi gong della Facoltà di Medicina Tradizionale Cinese di Shanghai afferma che sorgono più di 350 scuole nuove di Qi gong ogni anno, una trentina sono attualmente riconosciute a livello nazionale, molte sono riconosciute solo a livello regionale, altre ancora hanno una diffusione solo locale.

Il Qi gong è una disciplina pratica ed intellettuale. Lo si deve praticare per apprezzarne realmente gli effetti. Gli esercizi sono introdotti in modo graduale, e l’esperienza dimostra che i migliori risultati si ottengono praticando pochi esercizi, e affiancandone altri solo dopo un periodo di pratica sufficiente per padroneggiare i primi. Il primo passo è quello di raggiungere uno stato di distensione profondo, senza però entrare in trance; in altre parole, la coscienza resta perfettamente lucida, ma focalizzata su una sola attività, su un solo punto.

Non ci dovrebbero essere distrazioni, pensieri depressivi o preoccupazioni. Attraverso questo stato d’animo (stato “Qi Gong”) si passa ad una sensazione di piacevole tranquillità e benessere. Bisogna aggiungere che in alcune Scuole di Qi gong il raggiungimento di uno stato di fatica anche notevole, e il suo superamento, sono usati e finalizzati al raggiungimento di un grado superiore di “volontà” e determinazione che permette una pratica più assidua e costante.

Significato del Qi Gong: il Qi gong significa lavorare, allenare il Qi.

L’ideogramma Qi da alcuni viene tradotto come “energia”, da molti sinologi ed esperti di Medicina Tradizionale Cinese “soffio” ed in alcuni contesti “respiro”.

Il concetto di Qi appartiene al pensiero medico cinese che ne studia le funzioni, le attività, i percorsi, le possibili disfunzioni. E’ un elemento che non possiamo vedere, ma della cui esistenza non possiamo dubitare, come l’aria. L’aria che ci circonda costituisce la condizione per la nostra vita, ma possiamo vederne solo gli effetti, quando scuote le foglie degli alberi, o quando sospinge in alto i palloncini colorati, è l’aria che vivifica, l’aria che attiva tutti i processi fisiologici dell’organismo vivente.

Quindi il primo significato della parola Qi è aria, respiro, soffio. All’interno del corpo umano e della sua fisiologia, questo soffio diventa la forza motrice, l’energia essenziale delle attività vitali. Elemento mobile, invisibile, di tipo Yang, il Qi circola nei Meridiani e nei Vasi indissolubilmente legato al suo aspetto materiale Yin, il Sangue.

Questo concetto riguardo al Qi lo possiamo ritrovare altresì anche nell’etimologia del carattere: la parte inferiore a sinistra rappresenta un chicco di riso che si apre grazie alla cottura, nella parte superiore è invece raffigurato il processo di ascesa del vapore generatosi. Abbiamo quindi raffigurati, nello stesso ideogramma, l’aspetto più materiale, il germoglio, e quello più rarefatto, immateriale, il vapore.

Se consideriamo l’aspetto più materiale come appartenente allo yin e quello più energetico e rarefatto allo yang, possiamo dire che il movimento e l’interazione di queste due polarità (i reggitori cosmici) generano il Qi.

Gli antichi testi insegnano, che l’Energia originaria, ancestrale, ci è stata trasmessa dai nostri genitori e che dopo la nascita, il corpo continuamente la reintegra attraverso gli alimenti e la respirazione. Questa Energia è la forza che ci difende dall’attacco dei fattori patogeni e combatte le malattie.

Nel termine Qi-gong la parola Gong, (che un tempo si scriveva “kung”, la stessa del “kung-fu”) significa abilità, maestria, nella particolare accezione di una capacità acquisita in seguito ad un lungo e costante esercizio. Quindi in questo senso “Qi gong” significa “esercizio dell’energia vitale” ed assume una precisa valenza terapeutica.

Infatti il Qi può subire rallentamenti, impoverimenti, ostruzioni, a causa di fattori ereditari, di errori alimentari, di dinamiche psico-emotive. Energie negative possono penetrare dall’esterno in forma di fattori patogeni. Quando il Qi è insufficiente il corpo è predisposto alle patologie, la persona appare debole, spesso è stanca e sofferente. Quando invece il Qi è in eccesso la persona è irosa, iperattiva, spesso ipertesa.

Quando il Qi si blocca (stasi) si entra in uno stato di depressione. In tutti questi casi gli esercizi di Qi gong perseguono l’obiettivo di sbloccare la circolazione del Qi e del Sangue nei Meridiani e nei Vasi, armonizzare le funzioni degli organi interni, innalzare la difesa immunitaria ed in definitiva, rafforzare l’organismo per difendersi dall’attacco dei fattori patogeni, prevenire e combattere le malattie.

Il respiro diventa allora il “metronomo” che ci dà il ritmo alternando la fase yang di apertura/espansione verso l’esterno (espirazione), a quella yin di chiusura/raccolta all’interno (inspirazione).  Usando il respiro come strumento di lavoro del Qi (qi gong) ed usando l’alternanza continua delle due fasi (apertura chiusura,) la nostra coscienza, attraverso la consapevolezza e la chiara intenzione, in cinese Yi, riesce a condurre e direzionare il Qi nel corpo, favorendone la circolazione ed eliminando le ostruzioni.

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