“Comprendiamo l’enorme sforzo per garantire in questo momento un’assistenza adeguata a tutti i pazienti, sia quelli con infezione da Covid 19, sia quelli con ogni altra patologia. Scopo dell’associazione è dare supporto ai pazienti oncologici, già duramente provati e immunodepressi per la patologia e le terapie. Pur sapendo che sono già stati avviati protocolli e procedure per quest’area, nelle diverse località, aggiungiamo la voce dell’Associazione nel chiedervi di provvedere all’isolamento precoce e alla separazione dei percorsi all’interno dell’ospedale.

Le cause dell’alta mortalità tra i colpiti da Coronavirus

In questi ultimi giorni si fa un gran parlare di quali possono essere le concause di una così alta mortalità fra coloro che sono colpiti dall’infezione virale di Coronavirus. Sappiamo che i più colpiti da questa evenienza sono gli anziani, che presentano principalmente patologie cronico-degenerative e fra queste le più frequenti di origine cardiovascolareUn dato comunque da non sottovalutare fra le cause concomitanti è la alta incidenza di neoplasie. Se andiamo a vedere i dati del Registro annuale AIRTUM-AIOM, notiamo che il tumore che più frequentemente causa decessi è il tumore al polmone: per frequenza è la seconda negli uomini e la terza nelle donne.

Fra i fattori di rischio il fumo è al primo posto seguito dai danni ambientali (il particolato PM10 e PM2.5 in primis), ma abbiamo inoltre un altro dato da valutare: si ha un aumento della mortalità all’aumentare dell’età.

Andando ad esaminare le varie Regioni si nota che la Lombardia ha il più alto tasso di incidenza e di mortalità proprio per il tumore del polmone (specialmente nelle donne), seguita dal Piemonte con un numero veramente molto alto per entrambe le categorie. E dobbiamo notare che, sempre in Lombardia, è la prima causa di morte. Le deduzioni non possono essere fatte in maniera semplicistica, ma una disamina di cosa possono dire questi dati è opportuno farla.

Inquinamento e malattie ai polmoni

La Lombardia ed in genere la “Padania” attiene ad aree di grande industrializzazione, alta incidenza di inquinanti atmosferici, del suolo e delle acque. I dati dell’ARPA indicano che le città della Lombardia sono spesso fuori controllo per quanto riguarda le polveri sottili. Queste polveri per loro caratteristica, quando inalate, portano ad una riduzione delle difese delle vie respiratorie, che guarda caso sono fortemente attaccate dai virus, ed in particolare dal Coronavirus.

Il risultato spesso nefasto in persone con patologie cardiovascolari e polmonari è verosimilmente dovuto anche alla concomitanza di terapie che possono facilitare l’adesione e la penetrazione del virus e di situazioni generali pro-infiammatorie, dovute sia alla stessa patologia che ai farmaci utilizzati, fattori tutti questi che possono almeno in parte spiegare il repentino aggravamento delle sindromi respiratorie acute.

Maggior attenzione per i pazienti oncologici

Forse un controllo maggiore di questi dati ci consentirebbero di comprendere più a fondo alcune delle motivazioni del perché il Coronavirus abbia potuto dare una così grande mortalità proprio in determinate aree geografiche italiane. Indubbiamente si impone la strategia dell’attenzione verso la predisposizione che i pazienti oncologici possono avere in una persistenza di presenza di portatori asintomatici.

E’ quanto mai opportuno che ai pazienti oncologici siano garantite le continuità di cure in strutture ospedaliere che non trattino pazienti con infezione da Coronavirus, per evitare qualsiasi contatto con pazienti positivi, sospetti o che debbono comunque scontare la loro quarantena in isolamento, fino alla conferma diagnostica di cessato stato di infezione”.

Il presidente,

Prof. Massimo Bonucci

Il coordinatore del Comitato Scientifico,

 Prof. Giampietro Ravagnan

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