Non possiamo restare in silenzio in un momento così difficile per tutti noi.
Ora più che mai abbiamo bisogno di un’informazione responsabile, corretta e veritiera.
Per questo ARTOI ha deciso di inaugurare questa nuova categoria del blog Oncologia e Covid-19 con degli appuntamenti periodici.
Chiediamo anche a voi di essere protagonisti di questo dialogo: se avete dubbi e domande da fare non esitate a scriverci!
Potete farlo via mail all’indirizzo [email protected] o commentare questo articolo.

Risponde il presidente ARTOI, dott. Massimo Bonucci:

I pazienti oncologici sono più esposti al Coronavirus?

No i pazienti oncologici non sono i più esposti all’attacco del virus.
Dalle statistiche delle malattie preesistenti dell’ISS del 20 Marzo 2020 relative ai decessi, notiamo infatti che al 1° posto si trovano i pazienti affetti da ipertensione arteriosa; al 2° posto quelli malati di diabete mellito; al 3° posto i pazienti che soffrono di cardiopatia ischemica; al 4° posto i malati di fibrillazione atriale; al 5° posto le persone che soffrono di insufficienza renale cronica e solo al 6° posto i pazienti con neoplasia attiva negli ultimi 5 anni.
Molto spesso i pazienti che purtroppo sono deceduti avevano nel 48% dei casi più di 3 patologie. Importante anche il dato sull’età: l’età media di questi pazienti era oltre i 78 anni. I casi più giovani (dai 40 ai 50 anni) erano comunque affetti da patologie croniche (cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità).

I pazienti oncologici devono interrompere le cure?

No i pazienti oncologici non devono assolutamente interrompere le cure, perchè con queste combattono la loro battaglia contro la neoplasia.
Di conseguenza è chiaro che, anche in questo momento, possono recarsi nelle strutture ospedaliere, con tutte le accortezze del caso, per fare la terapia infusionale loro necessaria. Per quanto riguarda invece la terapia orale possono usufruire del servizio di consegna a domicilio che la Protezione Civile ha messo a disposizione. Basta contattare il numero verde della Protezione per avere ulteriori informazioni.

Quali sono le regole di prevenzione che il paziente oncologico deve seguire?

Il paziente deve mettere in campo tutte le protezioni che sono indicate dalle nostre Strutture Sanitarie e dalla Protezione Civile per il contagio del COVID -19, come tutta la cittadinanza deve fare.
Ad esempio, le mascherine vanno usate. Ma non dobbiamo usare le mascherine con le valvole, che servono per tutto il personale sanitario a contatto con le persone sospette o positive al Coronavirus. I pazienti oncologici, come tutta la popolazione, devono usare le mascherine chirurgiche o quelle senza filtro.

Per quanto riguarda invece i parenti dei pazienti oncologici, è bene precisare che devono avere le stesse precauzioni che hanno con tutte le altre persone: distanza di sicurezza, lavarsi le mani spesso, nessun contatto se si è venuti a contatto con persone anche solo sospette di positività, se presentano febbre o tosse e altra patologia respiratoria.
Purtroppo non sappiamo ancora riconoscere chi ha il virus ed è asintomatico, solo il tampone ci dà la certezza della positività. Non ci sono metodi diversi. Possiamo dire che i primi sintomi della patologia sono la febbre e la difficoltà respiratoria (che noi chiamiamo dispnea). La tosse, la diarrea, e l’emottisi (la presenza di sangue con i colpi di tosse) non sono i sintomi più comuni della positività al virus.

Assumere farmaci naturali può essere un valido aiuto all’organismo rispetto al virus per il paziente oncologico, ma anche per un individuo senza patologie?

Sicuramente utilizzare uno stile di vita sano dà una mano. Nessuno può dire che mangiare sano sia una cura contro il virus, ma è vero anche che nutrire il nostro organismo con meno alimenti grassi e fritti, meno bevande gassate, meno zuccheri comporta al nostro organismo una maggiore tonicità e un minor tenore di radicali liberi che danneggiano le nostre membrane cellulari (porta di entrata per il virus).

Esistono anche vitamine quali la Vitamina C o la Vitamina D che possono dare una mano al nostro benessere. Alcune sostanze naturali che hanno attività anti-infiammatoria quali per esempio la Polidatina estratta dal Poligonum Cuspidatum (una molecola simile al resveratrolo, ma con una disponibilità molto superiore) possono dare un piccolo vantaggio nel ridurre lo stato infiammatorio creatosi con la viremia.

Sfatiamo qualche fake news: sciacquare la bocca con acqua calda e sale elimina il coronavirus? Gli animali domestici sono contagiosi? Il coronavirus sopravvive 9 giorni sull’asfalto e quindi occorre cambiare le scarpe quando si entra in casa?

No, non è un rimedio al coronavirus.
In generale è sicuramente è utile una buona igiene orale.
Nessun animale domestico porta contagio. Teniamoci i nostri gatti, cani o altro vicino a noi per aiuto.
E’ sicuramente necessario utilizzare un doppio paio di scarpe (per casa e per uscire) soprattutto per la riduzione delle superinfezioni batteriche che possiamo portare in casa dall’esterno. La disinfezione che facciamo a casa con il lavaggio del pavimento sarà molto utile.

FONTI:

Per i dati ISS 20 Marzo 2020 si veda:

Per maggiori informazioni sul resveratrolo si veda:

https://www.artoi.it/wp-content/uploads/2020/03/resveratrol-inhibition-of-MERS-Cov-Infection.pdf
https://www.artoi.it/wp-content/uploads/2020/03/resveratrol-influenza-virus.pdf
https://www.artoi.it/wp-content/uploads/2020/03/nature-drugs-for-coronavirus-resveratrol.pdf 
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