Dopo il primo appuntamento con la nostra rubrica, dove abbiamo parlato in particolare di paziente oncologico e coronavirus e di tutte le implicazioni che questa situazione comporta per il paziente, ma anche per i suoi familiari, il dottor Massimo Bonucci risponde ad un nuovo quesito: quanto c’è di vero nelle terapie anti coronavirus che stanno ormai riempiendo il web e non solo?

Arbidol e Avigan (Favipiravir o Favilavir) contro il Coronavirus?

Il primo prodotto è stato usato in Russia come antivirale per l’Ebola ed in Cina anche contro il Coronavirus.

Chiariamo prima di tutto che non è un farmaco ammesso dalla nostra farmacopea italiana.

Inoltre non è mai usato da solo, ma sempre in combinazione con altri farmaci antivirali.

Arbidol e Avigan hanno dimostrato una qualche efficacia?

Arbidol no, non ha dimostrato una valida efficacia, rispetto a tutto quello che viene proposto in Italia.

Per il secondo invece ci sono lavori scientifici giapponesi e cinesi.

I primi studi risalgono al periodo dell’Ebola, ma anche questi hanno mostrato limiti per gli effetti collaterali, soprattutto nelle gestanti.

In Giappone non è stato ammesso come farmaco di prima linea.

Lo studio cinese invece sembra abbia dato alcune risposte molto interessanti.

Lo studio cinese su Avigan: alcuni risultati interessanti

Il rapporto (Open Label, Control Study, ovvero uno studio aperto con gruppo di controllo), pubblicato su Ingeneering nel febbraio 2020, riporta un vantaggio significativo sul tempo di negativizzazione del virus e sulle immagini radiologiche, ed una riduzione degli effetti collaterali da farmaci antivirali.

Anche questo non è ammesso in Italia, ma ci sono stati contatti con l’AIFA (lOrgano italiano deputato ad accettare l’immissione in commercio) per un uso of-label in sperimentazione.

La Regione Veneto ha iniziato questo uso.

Il tampone: davvero necessario?Come comportarsi a casa?

I colleghi cinesi, anche nelle ultime conferenze fatte in Toscana e in Lombardia, hanno stabilito che l’interesse vero è la biologia molecolare, ovvero la conferma della presenza dell’ RNA del Covid-19. Questo perchè i tamponi possono riportare valori importanti anche sulla presenza di altre infezioni virali, ad esempio l’influenza di tipo A, non rilevante per la ricerca in questione.


In casa è opportuno aprire le finestre e fare prendere aria alle stanze. Se c’è bel tempo o meno, cerchiamo di stare fuori al balcone o, se ne abbiamo possibilità, stare fuori in giardino e respirare: più aria riusciamo a far entrare nei polmoni, più portiamo ossigeno e riusciamo a dare un vantaggio al nostro organismo.
Il sole inoltre dà energia ed è importante per l’assimilazione della vitamina D.

Fonti:

https://www.artoi.it/wp-content/uploads/2020/03/1-s2.0-S1473309920301572-main.pdf

 

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