Pertuzumab è un farmaco studiato per essere usato in combinazione con trastuzumab per bloccare il fattore di crescita HER2, che è causa di circa un terzo di tutti i tumori al seno. Il farmaco sperimentale è stato sviluppato per impedire specificamente al recettore HER2 di accoppiarsi ad altri recettori HER (EGFR/HER1, HER3 e HER4): impedendo l’accoppiamento dei recettori, si pensa che esso blocchi la segnalazione cellulare, inibendo la crescita cellulare o determinando la morte delle cellule malate.
E’ necessario uno studio della via di trasduzione del segnale dell’HER2 con l’obiettivo di offrire farmaci personalizzati alle pazienti affette da carcinoma mammario HER2-positivo. Con questi risultati presto sarà possibile essere in grado di migliorare l’attuale standard terapeutico, costituito da trastuzumab più chemioterapia, in modo da aiutare le pazienti affette da questa forma avanzata di cancro. Si ritiene infatti che i meccanismi di azione di pertuzumab e trastuzumab siano complementari tra loro: entrambi si legano al recettore HER2 ma in regioni differenti.
Molte delle pazienti metastatiche con questo tipo di cancro a un certo punto smettono di rispondere a trastuzumab, per questo è sconvolgente il fatto che ci sia un farmaco che in aggiunta a questo aumenta così tanto la sopravvivenza senza progressione.
Inoltre, l’aggiunta del farmaco alla terapia combinata risultava in una diminuzione sensibile dei tumori (ovvero di almeno un terzo) nell’80,2% dei casi, contro il 69,3% del gruppo di controllo.
Sebbene i dati sul tasso di sopravvivenza generale non siano ancora disponibili, non essendo passato abbastanza tempo dalla fine dello studio perché l’analisi statistica sia veramente consistente, CLEOPATRA ( studio randomizzato in più Centri ) ha visto 69 decessi tra i 402 pazienti trattati con i tre farmaci, contro 96 nel gruppo che ha ricevuto il placebo.
L’arrivo di trastuzumab prima e di pertuzumab poi la terapia biologica sta facendo passi da gigante nel trattamento di questo tipo di cancro, che precedentemente aveva una prognosi molto complicata.







IO FACCIO TRASTUZUMAB E PERTUZUMAB PER METASTASI CELEBRALE QUALCUNO COME ME? CHISSA QUANTO DURA QUESTA TERAPIA?
Effettuo terapia pertuzumab e transtuzmab e sono 2 anni che con l’arrivo del caldo soffro di prurito alle braccia spalle e a volte in testa, prendo antistaminico e applico ghiaccio ma nulla, è da.impazzire come posso risolvere?
Può usare una crema PRODEA A1 e usarla nei punti di maggior problema
Sto faccendo la terapia ormonale di pertuzumab e trastuzumab.
Dopo tre mesi di terapia, ogni tre settimane, soffro di un prurito persistente e localizzato nelle braccia e il collo, con tendenza a espandersi. In questo momento ho provato eliminare pertuzumab, ma non vedo miglioramento. Potrebbe essere trastuzumab?
Potrebbe, ma non tolga farmaci senza prima aver consultato l’oncologo.
Ho anch’io forte prurito collo ,spalle e braccia. Usando pertuzumab e trastuzumab purtroppo lo uso da due anni e mezzo. Se qualcuno ha teoctao un rimedio me lo può indicare? Io,sospenderò credo per 3 mesi così mi ha consigliato l’oncologo.
Ci sono creme che riducono questo disturbo. Una molto usata e studiata è a base di Polidatina
Ciao cara! Tu sei forse riuscita a risolvere? Ho lo stesso problema Grazie mille
anche io sto soffrendo di prurito alle braccia ed al collo che in primo tempo ho cercato di curare con cortisonici e antistaminici su prescrizione della mia oncologa, ma dopo alcuni mesi (dal 2020) non vedendo miglioramenti, ma solo un aumento di peso ed un fastidio maggiore ho deciso di sospendere i farmaci ed ho cominciato una cura naturale. tisana di ortica disidratata alla mattina ed alla sera in quanto disintossicante del fegato, del sangue e dei reni. oggi sto meglio, il prurito si manifesta raramente e basta un po’ di ghiaccio che passa subito mentre prima dovevo ricoprirmi di ghiaccio più volte, la pelle si arrossava, si gonfiava e al tocco era bollente.
A MIA MADRE AFFETTA DA CA METASTATICO ANNI 77 E’ STATO SCONSIGLIATO IL PERTUZUMAB IN QUANTO NON ESISTONO DATI PER PAZIENTI DI ETA’ SUPERIORE A 70 ANNI.
POTREBBE DARE EFFETTI COLLATERALI GRAVI?
Gli effetti collaterali con il pertuzumab non sono diversi da tutti gli altri. Non vorrei che i colleghi oncologi non abbiamo “voglia” di darlo a sua madre, certo non mi sembra che 70 aa siano moti per non dare un farmaco!
Ma per quanto tempo vanno presi i monoclonali?
Per quale patologia?