Cos’è

Il vischio (viscum album) è una pianta che appartiene alla famiglia delle Santalaceae. Si tratta di una pianta parassita che cresce su numerose specie di alberi, soprattutto in Europa e America. Le sue bacche sono leggermente tossiche e se ingerite possono provocare gastroenterite, vomito, diarrea.

A secondo dell’albero ospitante, il vischio viene classificato in diverse sottospecie: album, mali, pini, quercus, ulmus, abietis, austriacum.

Le preparazioni a base di vischio (che prevedono l’utilizzo delle foglie della pianta) vengono utilizzate da anni dalla medicina non tradizionale e tutt’ora, grazie alle numerose proprietà benefiche, è una delle piante maggiormente impiegate in oncologia integrata.

Tali preparazioni vengono somministrate mediante iniezione intramuscolare o sottocutanea.

 

Proprietà farmacologiche

All’interno delle foglie di vischio sono presenti diversi composti (lecitine di vischio, viscotossine, flavonoidi, steroli, lignani, terpenoidi, alcaloidi e polisaccaridi) responsabili di numerose proprietà farmacologiche (1).

      • il vischio è dotato di proprietà antipertensive in quanto aumenta la produzione di ossido nitrico e di cGMP che mediano diverse funzioni biologiche come l’inibizione dell’aggregazione piastrinica, della muscolatura liscia e vasodilatazione. L’azione miorilassante e antipertensiva sembrerebbe anche essere mediata dal blocco dei canali del Ca2+.
      • studi in vivo sui ratti hanno mostrato che il vischio presenta attività antiglicemica e insulinosensibilizzante.
      • studi in vivo su ratti hanno mostrato che il vischio è in grado di abbassare i livelli di fosfatasi alcalina e transaminasi AST e ALT, indicatori di danno epatico. Il meccanismo di epatoprotezione dal vischio non è chiaro, ma potrebbe essere mediato da la via TGF-β/Smad.
      • studi in vivo su topi hanno mostrato che il vischio è dotato di proprietà antiepilettica, sedativa, analgesica, antidepressiva. L’attività del vischio sul SNC è mediata dalla sua capacità di modulare i recettori del GABA.
      • secondo studi in vitro, il vischio potrebbe essere in grado di contrastare l’obesità grazie alla sua capacità di contrastare l’adipogenesi (mediante la riduzione dell’espressione dei geni SREBP-1c, C/EBP-α e PPAR-γ).
      • Numerosi estratti di vischio e lectina isolata hanno mostrato un’attività “scavenger” nei confronti dei radicali liberi ed effetti protettivi contro lo stress ossidativo. Il meccanismo antiossidante potrebbe derivare dalla presenza nel vischio di composti fenolici e flavonoidi.

L’efficacia di tutti i composti insieme è nettamente maggiore rispetto l’efficacia di ogni singolo composto.

 

Vischio e oncologia

Oggi i preparati di vischio vengono utilizzati in aggiunta al trattamento oncologico tradizionale in primis per alleviare gli effetti collaterali delle terapie. In particolare per migliorare la fatica, la leucopenia, il sonno, la nausea, l’appetito, l’ansia e il dolore (2).

In secondo luogo il vischio mostra un’attività antitumorale sotto diversi aspetti (1, 3).

      • è dotato di azione citotossica
      • è in grado di bloccare il ciclo cellulare delle cellule tumorali
      • è in grado di indurre apoptosi (morte cellulare programmata) delle cellule tumorali
      • inibisce il processo di angiogenesi

Diversi studi in vitro hanno mostrato che le proprietà antitumorali del vischio derivano dalla sua capacità di modulare diversi percorsi come:

      • via di segnalazione MAPK: responsabile dell’apoptosi delle cellule tumorali
      • via di segnalazione PI3K/AKT: responsabile della sopravvivenza e crescita delle cellule tumorali
      • sottoregolazione delle cicline CCND1, CCNE, CCNA e delle chinasi ciclina-dipendenti CDK4, CDK2 con conseguente inibizione del ciclo cellulare delle cellule tumorali
      • sottoregolazione degli inibitori dell’apoptosi BCL2, BCL2L1, MCL1, XIAP
      • sovraregolazione della proteina proapoptotica BAX
      • rilascio del citocromo c dai mitocondri e attivazione delle caspasi

Gran parte dell’attività antitumorale del vischio deriva anche dalla sua attività immunomodulante e antinfiammatoria:

      • stimola l’aumento e la maturazione delle cellule dendritiche
      • aumenta il numero di leucociti circolanti
      • stimola la secrezione di citochine da parte delle cellule del sistema immunitario
      • aumenta l’attività delle cellule Natural Killer
      • riduce i livelli di COX-2

Risultati promettenti sono stati ottenuti su linee cellulari di:

      • osteosarcoma
      • leucemia
      • cancro alla vescica
      • cancro al seno
      • cancro al polmone
      • cancro al colon-retto
      • glioma
      • melanoma
      • epatocarcinoma

 

Controindicazioni ed effetti collaterali

L’uso del vischio, durante o dopo le terapie oncologiche, è privo di effetti collaterali. Solo in alcuni casi può verificarsi, nel sito di iniezione, bruciore e gonfiore della zona interessata. In certe situazioni può manifestarsi anche una lieve febbre (4).

 

Riferimenti bibliografici

  1. Arch Pharm Res. 2020 Jun. Biological activity of mistletoe: in vitro and in vivo studies and mechanisms of action. Szurpnicka A, Kowalczuk A, Szterk A.
  2. Evid Based Complement Alternat Med. 2019 Apr 17. Mistletoe and Immunomodulation: Insights and Implications for Anticancer Therapies. Oei SL, Thronicke A, Schad F.
  3. Biomed Res Int. 2014. Preclinical and clinical effects of mistletoe against breast cancer. Marvibaigi M, Supriyanto E, Amini N, Abdul Majid FA, Jaganathan SK.
  4. Forsch Komplementmed. 2009 Aug. Efficacy and safety of mistletoe preparations (Viscum album) for patients with cancer diseases. A systematic review. Melzer J, Iten F, Hostanska K, Saller R.
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